
«La situazione per le piccole e medie imprese, a causa del caro prezzi, è pesante, non più sostenibile. Ci aspettiamo risposte concrete da parte del Governo: i cosiddetti “ristori” vanno bene, ma non sono più sufficienti».
Stefano Anceschi, direttore generale di Confcommercio Provincia di Cremona, lancia l’allarme. I dati, d’altronde, sono lì da vedere: negli ultimi mesi dell’anno i prezzi di gas ed energia elettrica sono tornati a crescere, dopo una fase di riduzione. Le bollette di elettricità risultano in media più alte del 28,8% rispetto al 2019, quelle del gas del 70,4%.
Alla luce di questa situazione, i rischi per chi fa impresa sono tanti: «Questo continuo aumento dei prezzi – dice – porta a un peggioramento dell’esercizio economico e del risultato di bilancio. E quindi a un rischio concreto di chiusura delle attività. Sono spese, tra l’altro, per certi versi obbligatorie: un bar non può non avere un frigorifero per tenere in fresca le bibite, così come un hotel non può non riscaldare o raffreddare i suoi ambienti».
Secondo il rapporto di Confcommercio, tra i settori più penalizzati ci sono proprio gli hotel di medie e piccole dimensioni (con una spesa media mensile di 9.117 e 5.263 euro), i grandi negozi (5.979 euro), i bar (1.009 euro) e i ristoranti (2.083 euro). E questo spiega perché un caffè può arrivare a costare anche più dell’euro che i consumatori vorrebbero spendere: «È il frutto di questi continui aumenti – aggiunge – e del sempre più alto costo delle materie prime».
Anche a livello locale la situazione non è delle più facili, vista la massiccia presenza di piccole e medie imprese. Le imprese cremonesi continuano a subire aumenti oramai insostenibili. E i rischi, oltre che per gli imprenditori, sono anche per gli stessi lavoratori, in termini di licenziamenti e nuove assunzioni: «Nel lungo periodo – continua Anceschi – potrebbe esserci un effetto a catena. Con questi costi, per chi fa impresa è più conveniente assumere un ragazzo in meno e pagare qualche straordinario in più».
Confcommercio, alla luce di questa situazione, ha inviato una lettera al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, per sollecitare l’adozione di strumenti strutturali a tutela delle imprese, in particolare delle piccole e medie. Anceschi ne illustra il contenuto: «Nel documento sottolineiamo la necessità di rendere permanenti gli interventi sugli oneri di sistema, che sono comunque un peso ingente della bolletta (circa il 20%). Riteniamo fondamentale anche che si avvii finalmente una riforma del mercato elettrico che consenta il disaccoppiamento del prezzo dell’energia da quello del gas, garantendo alle PMI prezzi più stabili e sostenibili. Infine, auspichiamo una maggiore partecipazione di queste ai meccanismi di energy release».
Leggi l’articolo di Niccolò Poli sul sito LA PROVINCIA DI CREMONA
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