giugno, 2020

27giu10:2410:24"Giallo a Palazzo": Venturi e il noir alla bolognese

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Appuntamento mercoledì 1 luglio, alle 17,30, in diretta web sulla pagina del quotidiano la provincia. Paolo Regina e Paolo Gualandris intervistano l’autore bolognese che presenta il suo ultimo romanzo

“Gli spaghetti alla bolognese non esistono”.

A La Vecchia Bologna, il ristorante gestito dall’oste Emilio Zucchini, protagonista dei romanzi di Filippo Venturi, il soffritto di sedano, carota e cipolla lo fanno con il burro che è come “un carro di carnevale che scorre nelle arterie dei bolognesi distribuendo coriandoli di colesterolo.”

Dopo Il tortellino muore nel brodo, la sua prima black comedy pubblicata nel 2018, l’autore ci riporta adesso a La Vecchia Bologna con un nuovo libro: Gli spaghetti alla bolognese non esistono, la seconda indagine per il personaggio dell’oste detective Zucchini, detto Zucca.

Ancora una volta, leggendo le pagine, ci sembra proprio di percepirli i sapori bolognesi, che arrivano dritti dal palato all’anima come una melodia.

Ma la musica non è solo quella del gusto: è ancora una volta quella brillante dell’umorismo e dell’intreccio vivace, diremmo rocambolesco, con il quale Filippo Venturi ci conquista chiamandoci a risolvere un nuovo rebus insieme a Zucchini.

Il tutto comincia a Bologna – e se non lì dove? – un venerdì sera come tanti.

Al ristorante del nostro oste una ragazza è alle prese con un piatto di tagliatelle quando comincia a gridare e contorcersi in preda a una crisi allergica.

Un paradosso per il nostro protagonista perché loro, alla Vecchia Bologna, ci stanno attenti, hanno la tabella degli allergeni stampata in bella vista sul menu.

E poi la ricetta del suo ragù è quella, da sempre, da quando gliel’ha insegnata nonna Angiolina e da molto prima di lei. Non ha mai fatto male a nessuno, non si scappa.

A pochi isolati da lì, intanto, Mirko Gandusio, detto il Grande Gandhi, abbattuto per aver mandato all’aria in un colpo solo il suo lavoro da buttafuori e la relazione più seria della sua vita, entra nel Duomo di Bologna in cerca di conforto. Mentre sussurra sconfortato le parole che dicono tutti i penitenti, ecco che dall’altare uno sguardo misericordioso lo attrae: “è lei, la Diva, l’unica e inimitabile Madonna di San Luca, il simbolo della città”, che come tutte le primavere è stata portata in processione in centro a Bologna.

Non è una riproduzione, come se ne vedono tante nelle case dei cittadini o in qualche tasca interna dei portafogli. È proprio lei.

Preso da uno strano accecamento, Gandhi decide di rubare la tavola di legno.

A Zucchini che, dotato del suo proverbiale intuito presto scorgerà le correlazioni tra questi due strani eventi, sta il compito di arrivare alla verità e riportare a casa sana e salva la signora più amata di Bologna.

Filippo Venturi ci regala un nuovo romanzo che riesce a raccontare autenticamente ai lettori molte delle cose che lui ama di più: la sua attività di ristoratore, la tradizione culinaria della sua terra, l’adorata Bologna, quinta scenica di tante avventure, il rapporto con Zucca, nato come un alter ego e diventato nel tempo molto di più di un riflesso letterario.

Per questo è facile amare questo personaggio: perché si sente palpabile tra le pagine tutto il cuore che l’autore ha messo nel dargli vita.

E anche perché, ammettiamolo: al vero ragù… chi riesce a resistere?

 

 

 

Orario

(Sabato) 10:24 - 10:24

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