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Automotive misure insufficienti. È questo il giudizio espresso dai concessionari Stellantis in merito al pacchetto Automotive presentato dalla Commissione europea. Un segnale positivo sul piano dell’attenzione al settore, ma ancora lontano – secondo gli operatori – da un vero piano strutturale capace di garantire stabilità e prospettiva al comparto.
Tra i firmatari dell’appello inviato a Bruxelles c’è anche Cesare De Lorenzi, presidente dell’Associazione Europea Concessionari DS e vicepresidente di Confcommercio Provincia di Cremona.

La missiva fotografa un mercato europeo dell’auto in evidente difficoltà, con volumi ancora inferiori di oltre l’11% rispetto ai livelli del 2019 e prezzi in costante aumento a causa dell’incremento dei costi di trasformazione, degli oneri normativi e delle pressioni inflazionistiche.
Secondo l’associazione, la domanda deve ripartire in modo efficace e con strumenti realmente operativi. «La mobilità elettrica – evidenzia la lettera– procede a velocità differenti nei vari Stati membri e continua a essere caratterizzata da costi di acquisto e ricarica elevati, sistemi di incentivo non omogenei e infrastrutture insufficienti. Tutti fattori che hanno ridotto la fiducia dei consumatori e la propensione all’acquisto».
Serve un piano quinquennale
I concessionari chiedono misure immediate di flessibilità sugli obiettivi di emissione e l’introduzione di un piano quinquennale articolato su due fasi (2025–2029 e 2030–2034), capace di accompagnare il mercato verso la neutralità tecnologica e una reale transizione sostenibile.
Tra le proposte avanzate:
- un meccanismo di compensazione pluriennale (2028–2032) per i veicoli privati;
- un sistema di supercrediti per i modelli a zero e basse emissioni prodotti in Europa;
- l’introduzione di una nuova categoria di auto elettriche più accessibili;
- incentivi mirati al rinnovo del parco circolante.
«Semplificazioni e proposte – proseguono i rappresentanti– potrebbero non essere sufficienti senza una riduzione significativa dei prezzi di acquisto. La Commissione europea deve tenere conto delle esigenze dei consumatori e delle reali condizioni del mercato».
Automotive a Cremona
Il comparto automotive rappresenta un segmento strategico anche per il tessuto economico della provincia di Cremona, dove concessionarie e imprese collegate occupano lavoratori e generano indotto nei servizi, nella manutenzione e nel commercio.
Il vicepresidente di Confcommercio Provincia di Cremona ribadisce la necessità di «un dialogo costante con le istituzioni europee per definire riforme realmente efficaci, capaci di sostenere la rete distributiva e salvaguardare occupazione e competitività».
Il plauso di Confcommercio Provincia di Cremona
Sulla presa di posizione interviene anche Andrea Badioni, presidente di Confcommercio Provincia di Cremona:
«Il settore automotive sta attraversando una fase complessa e delicata. È fondamentale che la voce dei nostri imprenditori arrivi ai tavoli europei con proposte concrete e orientate alla sostenibilità economica delle imprese. Il lavoro portato avanti da De Lorenzi va in questa direzione: tutelare la rete dei concessionari significa difendere occupazione, investimenti e servizi per il territorio».
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