Scelte a Cremona

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Confcommercio Provincia di Cremona e Avviso Pubblico hanno promosso la presentazione del volume con Valeria Scafetta, Giusy Rosato e Stefania Di Buccio. Un confronto su educazione, giustizia e responsabilità quotidiana.

La legalità prende forma nelle scelte di ogni giorno: a scuola, nel lavoro, nelle istituzioni. Scelte che richiedono competenza, coerenza e, talvolta, il coraggio di percorrere una strada più difficile. Sono queste le esperienze al centro dell’incontro promosso da Confcommercio Provincia di Cremona e Avviso Pubblico a Palazzo Vidoni per la presentazione di “Scelte. Storie di impegno e di passione civile”, edito da BeccoGiallo.

Il volume, curato da Valeria Scafetta insieme a Giulia Migneco e Alma Velletri, raccoglie i ritratti di sedici donne che, attraverso professioni e percorsi differenti, contribuiscono alla difesa della legalità e del bene comune. Magistrate, poliziotte, docenti, funzionarie e artiste: esperienze diverse, unite dalla volontà di assumersi una responsabilità verso gli altri. Tra le pagine trova spazio anche una graphic novel dedicata alla fotografa Letizia Battaglia.

Scelte a Cremona

«Sedici come potrebbero essere sedicimila», ha sottolineato Scafetta, richiamando l’attenzione su un impegno diffuso, spesso lontano dai riflettori, che attraversa il Paese.

Ad aprire l’appuntamento sono stati i saluti istituzionali del sindaco di Cremona Andrea Virgilio. Il confronto ha poi dato voce a due protagoniste del libro: Giusy Rosato, docente di lettere al liceo classico Manin, e Stefania Di Buccio, avvocata specializzata nelle amministrazioni giudiziarie di immobili e aziende sequestrati e confiscati.

Nell’intervento di Rosato, la scuola è emersa come luogo in cui imparare a leggere la realtà e maturare una propria consapevolezza. Attraverso Dante e Manzoni, la letteratura diventa occasione di dialogo con le nuove generazioni, aiutando a interrogarsi sulla libertà, sui condizionamenti e sulle conseguenze delle proprie decisioni. Significativa la lettura di un testo di una sua alunna dedicato a Gertrude, la Monaca di Monza: una riflessione sulla sofferenza di chi vede il proprio destino deciso da altri.

Di Buccio ha portato invece l’esperienza delle amministrazioni giudiziarie, illustrando il valore del recupero dei beni sottratti alle organizzazioni mafiose e della loro restituzione alla collettività. Un lavoro nel quale le competenze professionali si traducono in un contributo concreto alla giustizia e alla ricostruzione di opportunità per i territori.

Il dibattito ha affrontato anche il tema dell’autorevolezza femminile e degli ostacoli culturali che ancora accompagnano il riconoscimento delle competenze e dei ruoli delle donne.

Per il mondo delle imprese e delle professioni, queste testimonianze hanno un significato preciso: la legalità è una condizione essenziale per una concorrenza corretta, per la fiducia e per lo sviluppo del territorio. Promuovere occasioni di confronto su questi temi significa contribuire a una comunità più consapevole, nella quale responsabilità economica e responsabilità civile procedano insieme.

Da Palazzo Vidoni è arrivato così un invito che riguarda tutti: riconoscere, nel proprio ambito di vita e di lavoro, lo spazio in cui ciascuno può fare la differenza. È da quelle scelte quotidiane che l’impegno civile acquista forza e continuità.

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