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I rincari energetici per le imprese tornano al centro dell’attenzione con un nuovo allarme lanciato da Confcom – Confcommercio Provincia di Cremona. Le tensioni internazionali legate al conflitto in Iran stanno infatti producendo effetti diretti sui mercati energetici, con ricadute immediate anche sul territorio locale.
Secondo le analisi di Confcommercio e CER – Centro Europa Ricerche, nei primi mesi del 2026 si prospettano aumenti significativi delle bollette di elettricità e gas, con scenari che variano in base all’evoluzione geopolitica.
Aumenti fino al +43,5% per il gas
Nel dettaglio, la spesa per l’energia elettrica potrebbe crescere dell’8,5% in uno scenario di stabilità, fino al 13,9% in quello più critico. Ancora più rilevante l’impatto del gas, con rincari stimati tra il +30% e il +43,5%.
Un incremento che rischia di colpire duramente le micro e piccole imprese del commercio, del turismo e dei servizi, già provate da un contesto economico complesso.
I settori più colpiti
Tra le attività più esposte si segnalano:
- Alberghi medi: fino a +965 euro per l’elettricità e +1.200 euro per il gas al mese
- Bar: +87 euro elettricità e +196 euro gas
- Ristoranti: +146 euro elettricità e +508 euro gas
- Negozi non alimentari: aumenti analoghi ai bar
In alcuni casi, gli aumenti complessivi possono superare i 1.000 euro mensili.
Badioni: “Imprese non possono essere lasciate sole”
«Le imprese del terziario non possono essere lasciate sole di fronte a una nuova ondata di rincari energetici – dichiara Andrea Badioni, presidente di Confcom- Confcommercio Provincia di Cremona –. Dopo gli anni già difficili legati alla crisi del 2022, il sistema produttivo locale ha bisogno di stabilità e certezze, non di nuovi shock che rischiano di erodere ulteriormente la competitività delle nostre attività. Il rischio è quello di vedere compromessa la sostenibilità economica di molte micro e piccole imprese, che rappresentano il cuore del tessuto commerciale e dei servizi del nostro territorio».
Per contenere l’impatto dei rincari e ridurre la volatilità dei prezzi, Confcommercio indica alcune linee di intervento prioritarie: favorire l’aggregazione della domanda energetica, per consentire anche alle piccole imprese di accedere a condizioni più vantaggiose; incentivare contratti di lungo periodo legati a fonti rinnovabili; semplificare gli investimenti in efficientamento energetico, riducendo burocrazia e tempi autorizzativi.
Alla base dei rincari vi è la forte dipendenza energetica dall’estero: oltre il 90% per il petrolio e più del 97% per il gas. Un fattore che rende il sistema italiano particolarmente esposto alle tensioni geopolitiche, soprattutto in aree strategiche come lo Stretto di Hormuz. «Serve una strategia chiara e tempestiva – conclude Badioni – che metta al centro le imprese e consenta di affrontare questa fase con strumenti adeguati. Energia e competitività sono oggi due facce della stessa medaglia: senza interventi concreti, il rischio è frenare la crescita del nostro territorio».

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