Un premio per Claudio Antoniotti, decano dei panificatori cremonesi

Per cinquant’anni ha accompagnato la vita di Livrasco

Claudio Antoniotti, storico maestro dell’arte bianca di Livrasco, è il decano dei panificatori cremonesi. Ha iniziato a lavorare nei forni prima che iniziasse la seconda guerra mondiale. Ed ha svolto la sua attività, con passione e spirito di servizio per quasi mezzo secolo. Proprio per questo Andrea Badioni, presidente del gruppo panificatori, oltre che da pochi giorni presidente provinciale della Confcommercio, lo ha voluto premiare con una targa. Alla cerimonia, insieme ai familiari di Antoniotti, hanno partecipato anche il sindaco di Castelverde Graziella Locci e l’ex primo cittadino di Casalbuttano Guido Montagnini. Per Confcommercio, oltre a Badioni sono intervenuti il suo vice Emilio Bonseri e il segretario generale Paolo Regina. Con loro anche Alberto Incerti, dirigente di Latteria Soresina, un’eccellenza cremonese che da sempre è al fianco del gruppo Confcommercio.

Badioni “vita dedicata alla professione e alla comunità”

“Oggi premiamo un fornaio, Claudio Antoniotti, che ha dedicato la vita alla sua professione e alla sua comunità e che, a Castelverde, ha sempre sentito di avere le sue radici”. “Per questo Antoniotti – continua Badioni – è, per ciascuno di noi, un esempio prezioso”. “Mi fa piacere che accanto alla Confcommercio e ai panificatori oggi ci siano anche il sindaco di Castelverde e il nostro ex primo cittadino di Casalbuttano. Le imprese accompagnano la vita della comunità e Caio lo ha fatto per la maggior parte della sua esistenza”.
Non meno sentite le parole di Montagnini che ha parlato di Antoniotti come di “un fornaio che ha segnato un’epoca del nostro territorio”.

Bonseri: “Si è impegnato anche come dirigente Confcommercio”

O, ancora, di Bonseri che ha testimoniato dell’impegno del fornaio di Livrasco come dirigente Confcommercio, nel direttivo del gruppo guidato da Tosi e ancor prima da Ziliani. “Hanno saputo gestire – conferma – un settore che stava cambiando, in un contesto certo non facile. Come quando i panificatori venivano convocati dalle autorità perché, in momenti di inflazione galoppante, i prezzi dovevano essere calmierati”.

Locci: “Caio, anche nel coranoa virus è stato un esempio di chi non si arrende”

Con un parallelo con oggi il sindaco Locci ha richiamato l’importanza delle relazioni in una comunità. “Antoniotti, colpito dal coronavirus, curato dai Samaritan’s Purse, è un esempio di chi non si arrende. Anche il nostro Comune vuole ripartire e lo fa offrendo ancora maggiori attenzioni a chi, per questa emergenza sanitaria, si è trovato in situazioni di fragilità”.

Regina: “Botteghe come strumento per creare relazioni umane”

Sull’importanza delle relazioni si è soffermato anche il segretario generale di Confcommercio Paolo Regina. “la scelta fatta dai nostri soci di eleggere Andrea Badioni è una testimonianza di come, per noi, sia importante ribadire il ruolo dei negozi di vicinato nella vita delle nostre città e dei nostri paesi. Le botteghe tradizionali sono una occasione importante per creare relazioni umane. Occorre guardare alla innovazione portandola anche nelle imprese più tradizionali, valorizzandone ancor di più l’identità”.
Parole in piena sintonia con quelle di Alberto Incerti, dirigente di Latteria Soresina che ha parlato del legame con il territorio come un valore importantissimo non solo per le piccole imprese ma anche per realtà importanti come, appunto, la Soresina”.

Badioni: “dall’esempio di caio trovare le ragioni di speranza nel futuro”

“Premiare l’amico “Caio” – ha concluso Badioni – significa rimarcare l’orgoglio di servire la comunità. Ciascuno dei nostri duemila associati, ma anche quelli che hanno ceduto l’impresa e oggi sono in pensione, sono nostri ambasciatori perché fanno vivere i nostri valori, rendono tangibile l’importanza delle piccole e medie imprese. Oggi, con il suo esempio, ci dà fiducia nel futuro, perché ci insegna che tanti sacrifici hanno dati buoni frutti. Anche negli ultimi mesi, con il dramma del covid, sono stati scanditi da continue testimonianze di affetto. Un affetto a cui, con gratitudine, oggi ci uniamo anche noi”.

 

 

CLAUDIO ANTONIOTTI detto” CAIO”
decano dei panificatori cremonesi (scheda di Guido Montagnini)

Nasce a Cremona il 23 gennaio 1929.
La sua è una vita da fornaio. Inizia giovanissimo come garzone, poi a soli 23 anni si mette in proprio impiantando un forno a Livrasco, dove ha sempre abitato ed abita tutt’ora. Ha svolto l’attività di fornaio per ben 44 anni, servendo un sacco di gente dei paesi limitrofi. Nel 1952 sposa Giovanna che sarà la sua amata moglie. Da quella unione nascono due figli: Maurizia e Paolo. Maurizia lavorerà con Lui fino alla cessazione dell’attività nel 1996. Paolo dopo qualche tempo passato al forno del papà, intraprende l’attività di pasticcere – di cui si sente maggiormente portato – come dipendente presso diversi laboratori a Cremona, poi il grande salto: apre una sua pasticceria a Loano, sulla riviera Ligure ….. Claudio, comunemente detto CAIO, da giovane ha anche tempo di coltivare la sua grande passione: quella del ciclismo. Corre infatti con corridori del calibro di Fausto Bertoglio e Gianni Ferlenghi (che sarà poi un prezioso gregario di Fausto Coppi, cogliendo anche qualche significativa vittoria ). Da tempo” el Caio” vive in quella che da sempre è stata casa sua in quel di Livrasco, dove campeggia il ” SUO FORNO” a ricordargli, con un velo di nostalgia i bei tempi andati ….

Va anche detto che la vita non è stata benevola con Claudio. A quaranta anni gli è venuta a mancare la giovane moglie e mamma di due bimbi e poi, più recentemente, il grande lutto che ha colpito l’intera famiglia con la perdita del caro Andrea strappato ai loro affetti a soli quarantatre anni.

Chiudo ricordando una cosa: suo nipote Giovanni, figlio di Paolo ha intrapreso l’attività di fornaio … come dire …. per CLAUDIO ANTONIOTTI detto CAIO, …. LA STORIA CONTINUA.

Rispondi