Le novità del decreto fiscale

In Gazzetta Ufficiale è stata pubblicata la Legge 19 dicembre 2019, n. 157, che converte in legge, con modificazioni, il D.L. 26 ottobre 2019, n. 124 recante “disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili”.

In sintesi, le novità per le ditte associate:

Soppressione della sanzione per mancata accettazione di pagamenti effettuati con carte di credito o di debito

Sebbene l’obbligo di dotarsi del POS, stabilito dall’articolo 15 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, rimanga tutt’ora vigente, gli esercenti che non accetteranno il pagamento elettronico non subiranno l’irrogazione di alcuna sanzione.

Slittamento della c.d. lotteria degli scontrini

L’inizio della lotteria degli scontrini slitta al 1° luglio 2020.

Con la finalità di garantire la privacy del contribuente, è stato previsto che, per partecipare alla lotteria, il cliente non dovrà più comunicare il proprio codice fiscale, bensì uno specifico codice lotteria, che sarà individuato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

E’ stata soppressa la norma che prevedeva una sanzione amministrativa per l’esercente che avesse rifiutato il codice del cliente. Al suo posto è stata prevista la possibilità del cliente di segnalare il rifiuto dell’esercente all’Agenzia delle Entrate.

Confermata la soglia limite alle transazioni in denaro contante

Viene ridotta progressivamente, secondo una logica transitoria applicata al prossimo biennio, la soglia che limita le transazioni in denaro contante.

In altri termini, dal 1°luglio 2020 al 31 dicembre 2021 il trasferimento massimo consentito in contanti sarà pari ad euro 1.999,99 e, a decorrere dal 1° gennaio 2022, sarà pari a 999,99 euro.

Credito d’imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per transazioni effettuate con carte di pagamento

E’ rimasta sostanzialmente invariata la disposizione che riconosce in favore degli esercenti attività d’impresa, arte o professioni un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per transazioni effettuate con carte di pagamento a decorrere dal 1° luglio 2020, a condizione che i ricavi e i compensi relativi all’anno d’imposta precedente siano di ammontare non superiore a 400.000.

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