Mercoledì 27 maggio (ore 17,30) con Ervas torna “Giallo a Palazzo”

Ervas è il protagonista dell’incontro sul web

Fulvio Ervas non è solo un giallista affermato. E’ uno dei più amati scrittori italiani di oggi, capace di spaziare tra generi letterari diversi, sempre con lo stesso successo. Le sue storie hanno conquistato anche il pubblico del grande schermo. Prima con “Finché c’è prosecco c’è speranza” di Antonio Padovan, uno dei migliori film italiani della scorsa stagione, poi con la pellicola di Gabriele Salvatores, tratta dal suo bestseller “Se ti abbraccio non aver paura”.

Lo intervistano Paolo Regina e Paolo Gualandris

L’autore veneto è protagonista del prossimo incontro (mercoledì 27 maggio, ore 17,30) di “Giallo a Palazzo”, rassegna promossa da Confcommercio Cremona e dal quotidiano, con il supporto del gruppo Lgh e dell’istituto “Cassa Padana – credito cooperativo italiano”. Ad intervistarlo (in diretta web sulla pagina facebook del quotidiano) sono, come ogni settimana, Paolo Regina, direttore artistico della rassegna, autore e il nostro caporedattore Paolo Gualandris.

Regina: “I suoi libri sono un viaggio alla scoperta dell’animo umano e del nostro tempo”

“Ervas non è solo un giallista – conferma Regina – Indipendentemente dalle storie che racconta, ispirate da fatti di cronaca o nate, semplicemente, dalla sua fantasia, l’autore ci invita ad allargare gli orizzonti della nostra riflessione, a conoscere un territorio, ad approfondire temi sociali che stanno dietro alla vicenda”. Proprio per questa attenzione ai luoghi ma soprattutto all’animo umano nel corso dell’incontro si approfondiranno, in particolare, due volumi tra loro diversissimi. Il primo è il noir “C’era il mare”, il secondo “Nonnitudine”. C’era il mare è l’ultima indagine dell’ispettore Stucky – poliziotto italo-persiano che Ervas aveva mandato in pensione, ma che dopo essere tornato in libreria con “Pericolo giallo”, si trova ad indagare su un nuovo caso.

Gualandris “Con “C’era il mare” torna la serie dell’ispettore Stucky”

“Così come la scorsa settimana con Carlo Lucarelli anche in questo caso si tratta di un caso complicatissimo. Perché, di fatto, ancora in questo libro, ci si trova a cercare di capire tre omicidi”, conferma Paolo Gualandris. L’indagine (e la trama) partono dal ritrovamento di due cadaveri. Uno a Treviso, un giornalista di nome Canton, e l’unico indizio è un foglio bianco. L’altro corpo viene ritrovato a Marghera, e si tratta di un ex sindacalista che aiuta chi ha bisogno, i diseredati, e anche a sforzarsi non ci sarebbe nessun motivo per ucciderlo. Cos’hanno in comune i due? All’apparenza niente, tant’è che Stucky indaga a Treviso mentre Luana Bertelli (già protagonista degli ultimi libri di Ervas, la sua tosta collega, s’invischia nelle contraddizioni di Marghera, cercando di non affondare nel fango più di quanto non sia necessario. Le due indagini girano a vuoto, per lungo tempo. Banchieri, veleni, fabbriche, lotte operaie e articoli di giornale, e il mare sullo sfondo, tutto sembra essere un pezzo a parte di un puzzle ancora da ideare. Figurarsi da completare. Ad aprire gli occhi all’ispettore e alla sua collega, ma soprattutto a convincere il commissario, interviene un terzo delitto, avvenuto a metà strada come se fosse tutto pianificato da tempo. Così emergono collegamenti, ipotesi, e infine la strada si allarga sempre più verso la soluzione a cui si arriva grazie ad un colpo d’ala, uno di quei gesti di fantasia generosa che sono un tratto caratterizzante non solo dell’ispettore Stucky, ma anche del suo creatore. Di tono del tutto diverso è, invece, “Nonnitudine”. “E’ un romanzo intelligente e originale, coinvolgente proprio per la sua capacità di fissare sulla pagina un’esperienza affettiva rovesciata, fino ad elevarsi a una sorta di romanzo di formazione. – confermano Regina e Gualandris – Perché, nella “nonnitudine”, chi attraversa la terza età si trova a rinnovarsi (o meglio sarebbe dire ad iniziare una nuova vita). Pensiamo che mai come oggi questo libro possa affidare un messaggio di speranza nel futuro. E’, insomma, un omaggio a una intera generazione di nonni, ma anche uno sprone, per ciascuno, ad essere consapevoli del regalo della vita e delle emozioni che ci può regalare in ogni istante”.

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