«Giallo a Palazzo»: Cristina Rava svela «I segreti del Professore»

Misteri immersi tra la nebbia delle Langhe e le tempeste di Libeccio del mar ligure

“Giallo a Palazzo”, questa settimana, ci porta ad indagare misteri immersi tra la nebbia delle Langhe e le tempeste di Libeccio che arrivano dal mar ligure.  Protagonista della rassegna, promossa da Confcommercio Cremona e quotidiano La Provincia, con il sostegno di Lgh e Cassa Padana Credito Cooperativo Italiano, è, infatti, Cristina Rava, autrice sofisticata ed elegante, caratterizzata da una capacità unica nel sondare i tempestosi rovesci dell’amore proibito, negato, tradito, che tutto travolge e sconvolge.

Appuntamento (web) mercoledì 10 giugno (ore 17,30)

Mercoledì 10 (ore 17,30), in diretta facebook dalla pagina del giornale, Cristina Rava presenta “I segreti del Professore”, un’affilatissima commedia nera, ultimo episodio della serie dedicata all’ex commissario Bartolomeo Rebaudengo, che ha lasciato il servizio dopo aver ottenuto un’importante eredità da una vecchia zia, e ad Ardelia Spinola, il medico legale che non ha mai imparato a mettere la giusta distanza tra sé e i cadaveri distesi sul tavolo autoptico.

Paolo Regina e Paolo Gualandris intervistano l’autrice

Ad intervistare l’autrice sono, come ogni settimana, Paolo Regina, direttore artistico della rassegna, oltre che autore di gialli, e Paolo Gualandris, caporedattore de “La Provincia”. Nelle sue pagine “le menzogne confondono la realtà dei fatti come la nebbia appanna il profilo dei crinali” e, dove (come si legge sulla copertina del volume edito da Rizzoli) “la verità è un gioco di ombre”. Alla luce del sole, invece, ne “Il segreto del Professore” sembra regnare la pace. Ma, in questa terra al confine tra il basso Piemonte e la Liguria di Ponente, tra un cielo pallido di fine inverno e il tenero verde delle colline, è solo apparenza. Il poliziotto, ora in congedo viene richiamato in servizio proprio dal medico legale. Deve confrontarsi ed indagare con una scia di sangue che parte da Alassio e si perde in Alta Langa, dove va in scena una serie di delitti. Prima Giuditta Incadorna, ecologista convinta, che viene trovata assassinata da tre colpi di arma da fuoco in pieno petto e ravvicinati. Poi, la stessa sorte (con identiche modalità delittuose) tocca ad uno psicoterapeuta, tanto da far pensare agli investigatori che un serial killer senza scrupoli si stia aggirando indisturbato.

 Tre fori di proiettile, a formare un triangolo scaleno sul petto delle vittime, sono la firma dell’assassino.

Tre fori di proiettile, a formare un triangolo scaleno sul petto delle vittime, sono la firma dell’assassino.
“Mentre la nuova amicizia tra Bartolomeo e Ardelia nasconde a fatica le tracce dell’antica passione – annota l’autrice – il segugio piemontese comincia la caccia. Stavolta, però, battere la pista giusta è davvero difficile: una giovane scrittrice, un anziano prete e un enigmatico professore custodiscono segreti inconfessabili”. C’è il professore Federico Giraudo, scrittore affermato che vive in disparte, senza grandi contatti con il mondo esterno, ma la cui esistenza è tormentata dalla convivenza con un dolore che non può manifestare. La sua vendetta è affidata (e raccolta) in tre fogli in cui descrive le ragioni del suo dolore. E poi c’è una parrucchiera, con il sogno di diventare una scrittrice, che riesce a redigere una storia misteriosa e agghiacciante. Trova anche un editore. Ma la fonte di ispirazione del racconto rimane sconosciuto.

Un vero labirinto di misteri

Il risultato di “I segreti del Professore” è un vero e proprio labirinto di misteri. Nella ricerca di una via d’uscita i personaggi si intrecciano sapientemente. In questo modo Cristina Rava riesce a dar vita a una trama che cresce, di pagina in pagina, nell’intensità. Proprio perché non è un percorso lineare e scontato il lettore è stimolato a leggere il volume tutto d’un fiato, trascinato dal fatto che ad ogni nuovo elemento si unisce un ulteriore dubbio a rimescolare le carte.

La prosa lirica di Cristina Rava

E a mantenere alta la tensione concorre anche lo stile dell’autrice, con la sua scrittura precisa, attenta, colta. “Mi piace questa volontà di inseguire l’essenziale, quasi a sfiorare una prosa lirica di Cristina Rava – conferma Paolo Regina, a sua volta autore della serie dedicata al capitano De Nittis – Ogni parola è studiata e calibrata, quasi come nei capolavori della letteratura. Il tutto senza dimenticare che nel giallo c’è una vena di racconto popolare, sono pagine che mantengono un facile accesso da parte del lettore”. “Ci sono richiami, in questa ricerca, a Simenon. Ma ho ritrovato anche la volontà di indagare i tormenti interiori con cui Dostoevskij rende a tutto tondo i suoi personaggi. O, infine, la capacità di essere attenta al dettaglio e scrupolosa nella ricerca che contraddistingue Eco. Con il vantaggio di una bella ironia con cui Cristina Rava, rende più leggera la lettura. Caratteri che, sono certo, sapranno conquistare anche gli ascoltatori di questo nuovo appuntamento con Giallo a Palazzo”.

 

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