A cent’anni da Fiume, una rilettura storico letteraria dell’impresa di D’Annunzio

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Data / Ora
Date(s) - 16/06/2019
18:00 - 20:00

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Cent’anni fa il poeta occupava la città “contesa” tra Italia e Jugoslavia

Il 12 settembre del 1919 Gabriele D’Annunzio, alla testa di circa 2500 soldati del regio esercito, tra cui moltissimi arditi reduci dalle trincee della Grande Guerra, occupava Fiume, città adriatica contesa tra il Regno d’Italia e il Regno di Jugoslavia.A cent’anni di distanza, Paolo Regina, segretario generale di Confcommercio e giallista di grido ed Alessandro Zontini, avvocato e storico per passione, in collaborazione con la stessa Confcommercio organizzano un incontro, domenica 16 giugno p.v., con inizio alle ore 18:00, nella Sala Guerrini di Palazzo Vidoni, per rileggere, in chiave storico – letteraria una pagina comunque importante e ancora piuttosto discussa del primo Novecento.

Solo oggi se ne coglie appieno la specifica complessità.

Perché se, solo per citare un esempio, Indro Montanelli la definì “non un fasto, ma un nefasto nazionale e una delle più buffonesche italianate della nostra Storia” oggi se ne coglie meglio la specifica complessità. L’ “episodio Fiume”, e la sua correlata mitologia, per decenni confinato nel dimenticatoio della storia, è stato riscoperto grazie al lavoro di numerosi studiosi, che, solo di recente, hanno “riscoperto” l’epopea fiumana cercando di comprenderne le originali particolarità storiche ed artistiche.

Ne parlano Paolo Regina, Alessandro Zontini, Andrea Pautasso, Silvia Luscia e Maurizio Trespidi

Proprio partendo da questi studi, in Confcommercio, ne parlano, oltre a Paolo Regina, e ad Alessandro Zontini, anche Guido Andrea Pautasso, grande storico e esperto di avanguardie, Silvia Luscia, docente e scrittrice e Maurizio Trespidi, raffinato conoscitore del mondo dannunziano. Insieme tratteggeranno le figure di Haruchiki Shimoi, samurai che ha combattuto con D’Annunzio ed i suoi arditi, Guido Keller, aviatore e discepolo di D’Annunzio e Fulvio Balisti, capo della segreteria del Vate. Per l’occasione saranno disponibili i volumi dedicati a Fulvio Balisti e a Haruchiki Shimoi, frutto di un accurato lavoro di ricerca da parte di, rispettivamente, Silvia Luscia e Guido Andrea Pautasso.

Esposti documenti storici inediti (resi disponibili dalla Associazione Scintille)

L’appuntamento che si muove nella “cornice” di varie iniziative di interesse nazionale dedicate all’argomento “fiumano”, sarà impreziosito dall’esposizione di numerosi documenti storici. In buona parte si tratta di inediti mai presentati al pubblico in Italia. Sono stati forniti dall’Associazione Scintille di Silvia Locatelli e da altri collezionisti privati.  Su invito degli organizzatori, hanno generosamente fornito prezioso materiale cartaceo e fotografico.

Vittorio Principe: “Pagina complessa e affascinante del Novecento”

“I recenti inviti sottoscritti da storici, artisti e intellettuali che mirano a sensibilizzare l’opinione sui grandi e trascurati temi della storia, ci hanno determinato – dichiara Vittorio Principe, presidente di Confcommercio Cremona – ad ospitare l’incontro presso la nostra sede su questa complessa ed affascinante pagina del Novecento”.

Paolo Regina “Intreccio di patriottismo, nazionalismo, socialismo e anarchismo”

“Fiume rappresenta un intreccio di patriottismo, nazionalismo, socialismo, anarchismo”, afferma Paolo Regina. “Non mancarono impulsi futuristi e, coerentemente con questo movimento, la volontà di proporre un rovesciamento delle convenzioni morali. Fu, insomma, una esperienza contraddittoria e fantastica, metà empireo e metà bordello, inventato dalla follia visionaria di D’Annunzio”.

Alessandro Zontini: “Laboratorio incredibile che ha anticipato i movimenti del ’68”

“Abbiamo perso, per 90 anni, l’occasione di studiare un momento storico in cui sono confluite pulsioni molto diverse tra di loro  – spiega Alessandro Zontini -. “A Fiume era ammessa l’omosessualità, l’uso di droghe, il divorzio, il voto alle donne, l’esercito del popolo. Seppur in un contesto nazionalista, diciamo di destra, non mancavano moti che oggi definiremmo “di sinistra”, quali proficui contatti con i Soviet della neonata U.R.S.S. Lo stesso Lenin, per esempio, spese parole di ammirazione a favore del Vate. E, a conferma della molteplicità di afflati che l’animarono, l’”episodio Fiume” venne difeso sia da Antonio Gramsci, dalle colonne de L’Ordine Nuovo, che da tutti i capi dei Fasci Italiani di Combattimento (eccezion fatta da Benito Mussolini).  Concedendoci, forse, a una provocazione possiamo pensare che sia stato un laboratorio incredibile ed ha anticipato i movimenti del ’68. Innovazioni forse troppo in anticipo sui tempi”.

Poi arrivò il trattato di Rapallo e D’Annunzio si dovette arrendere

Il 12 novembre 1920, Italia e Jugoslavia firmarono il Trattato di Rapallo, intendendo rispettare l’indipendenza dello Stato libero di Fiume. A fronte del recalcitrante D’Annunzio, l’esercito italiano, dopo vari ultimatum, attaccò la città il 24 dicembre, in occasione del celebre “Natale di sangue” dannunziano. Dopo il bombardamento navale della città da parte della nave da battaglia della regia marina Andrea Doria, D’Annunzio si dovette arrendere.  Fiume “usciva” dalla storia ed entrava nella leggenda.

A cent’anni da Fiume, una rilettura storico letteraria dell’impresa di D’Annunzio