Benvenuto Presidente Mattarella: il saluto della Confcommercio Cremona

“Subito le riforme. La politica non tradisca la fiducia”

di Andrea Badioni

Come Confcommercio diamo il benvenuto al Presidente della Repubblica. Mai come oggi la Sua presenza a Cremona appare significativa. In questo momento si avverte un forte bisogno di cambiamento, una speranza di crescita, di sviluppo, di un futuro diverso. Cremona è prontissima a fare la propria parte. Ci presentiamo a questo appuntamento orgogliosi delle nostre eccellenze. Quella di Santa Monica, quella della liuteria, quella dell’economia, quella di imprese (piccole e grandi) che ogni giorno servono e fanno vivere la nostra gente, quella di un mecenatismo che testimonia di una comunità coesa e attenta. Consegniamo al Presidente Mattarella un grande capitale di fiducia. Gli attribuiamo anche una responsabilità netta: quella di accompagnare, già nei prossimi mesi, una svolta nel Paese, quella di dare forza a una ripartenza che permetta all’Italia di crescere ed essere (più ancora che in passato) una protagonista della scena internazionale. Abbiamo – grazie ai progetti realizzati con l’Europa -un’occasione che interessa il destino di ciascuno di noi. Dobbiamo crederci e quanto presentiamo al Capo dello Stato dimostra che, come territorio, ci siamo già messi in cammino e siamo sulla strada giusta. Molto resta da fare.

“Con questa giornata ci apriamo al futuro. Pronti a costruirlo insieme”

Ci attendono sfide importantissime: quella dell’innovazione digitale e della ricerca, dell’energia e della sostenibilità, delle infrastrutture, di una società più giusta ed equa. Siamo alla vigilia di una straordinaria stagione di riformismo e modernizzazione (in ogni campo della nostra vita, dalla giustizia al lavoro, dalla burocrazia al fisco). Ognuno di noi, come cittadino e come imprenditore, è chiamato a portare un contributo di impegno, oltre che di speranza. Oggi – e la visita del Presidente può essere una data simbolica – vogliamo voltare pagina rispetto ai mesi drammatici della pandemia (che qui hanno richiesto un contributo di vite umane ancora più forte che altrove). Siamo pieni di fiducia che, tuttavia, non deve essere tradita. La speranza s’infiamma in fretta, ma – quando non viene alimentata dai fatti – si brucia e brucia con rapidità devastante. La parola d’ordine è “fare le riforme”, e farle insieme: ai territori, al sistema economico, alle forze della cultura, della società più in generale. Perchè solo in questo modo sapremo raggiungere i risultati e gli obiettivi che, insieme, vorremo darci. Dopo la fase della “resilienza”, anche per Cremona, è il momento della ripartenza che deve essere accompagnata dal coraggio di chi, anche nei momenti più difficili, ha dimostrato di non volersi mai arrendere. Con questa giornata ci apriamo al futuro, alla collaborazione, al cambiamento. Solo così potremo dare un futuro al nostro territorio e all’Italia

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