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L’Osservatorio sulla demografia d’impresa nelle città italiane è un’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sui cambiamenti del commercio e delle imprese nelle città italiane negli ultimi dieci anni, con particolare riguardo ai centri storici.

Cremona ha perso il 20% degli esercizi del centro storico

Secondo i dati raccolti nello studio pubblicato ieri, negli ultimi dieci anni Cremona ha perso più del 20% cento delle proprie attività del terziario nel centro storico e più del 10% fuori dal centro città.

Guardiamo con molta preoccupazione a questi dati – conferma il presidente di Confcommercio provincia di Cremona Andrea Badioni – ancor più se li inseriamo nel contesto generale che ha visto superare il picco della crisi dovuta alla pandemia e alla stagnazione dei consumi, ma che si confronta oggi con nuove emergenze derivanti dal caro energia, da una elevata inflazione e dal protrarsi della guerra in Ucraina.

I dati raccolti si fermano a giugno 2022 ma confermano la tendenza in discesa: gli esercizi del terziario in città sono passati dai 1119 del 2012 ai  984 di giugno 2022.

Alberghi, bar e ristoranti passano dai 399 del 2012 ai 380 del 2022. Ad avere la peggio il commercio che vede una flessione importante soprattutto nel centro storico dove si è perso oltre  il 20% degli esercizi ( da 404 del 2012 agli attuali 314).

Rimangono stabili le imprese legate al digitale

Segno positivo per le attività di commercio legate al mondo dell’informatica, site nel centro città -che dopo una flessione nel 2019 tornano in attivo nel 2022 segnando un +2%- e per il commercio al dettaglio al di fuori di negozi, banchi e mercati che registra un + 53% nel centro storico e un +11% fuori dal centro storico.

La dirigenza di Confcommercio Cremona: “Subito un progetto di rilancio”

I dati dell’indagine confermano quanto sosteniamo da sempre: Cremona ha bisogno di un forte progetto di rilancio – dichiara Eugenio Marchesi, presidente delle Botteghe del Centro – è una proposta sulla quale insistiamo da tempo. Questi dati non sono una sorpresa se pensiamo che già nel 2019 il trend era in discesa.

Negozi di vicinato, pubblici esercizi, attività turistiche e servizi- puntualizza Marchesi- sono un punto di riferimento per tutta la città perché svolgono un ruolo importantissimo non solo da un punto di vista economico ma anche attraverso il loro patrimonio di relazioni umane e sono base essenziale anche per garantire città più sicure e vivibili.

Confcommercio Provincia di Cremona – conclude Badioni– auspica un maggiore sforzo da parte di tutti i soggetti interessati nella riqualificazione urbana, con un utilizzo più ampio e selettivo dei fondi europei del Pnrr, e il coinvolgimento di istituzioni e parti sociali di ogni livello.

 

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